Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi

Regione: Veneto
Provincia: Belluno
Istituzione: 1993
Estensione: 31.512 ha
Sede: Piazzale Zancanaro, 1 - 32032 Feltre BL, tel.  0439.3328 fax 0439.332999
Internet: info@dolomitipark.it; E-mail: info@dolomitipark.it

 

Il Parco, luogo amato da Dino Buzzati, è quello delle altre dolomiti, forse meno famose di quelle del Trentino Alto Adige, ma altrettanto ricche di aree impervie e spettacolari. La zona è formata dai tre gruppi dolomitici delle Vette Feltrine, dei Monti del Sole e del gruppo della Schiara. Questi massicci montuosi comprendono vette che superano facilmente i 2000 m (fra cui spiccano le cime dello Schiara e del Sass de Mura) e sono divisi da ampie valli. Sono presenti anche due bacini lacustri, il lago della Stua e il lago del Mis che contribuiscono ad aumentare la diversità faunistica.
La vegetazione rispecchia la grande varietà di ambienti. Ad alta quota la flora è quella tipica delle Alpi e vanta presenze endemiche come la campanula morettina, simbolo del Parco e la speronella alpina. Nonostante l'aspetto inospitale, le rupi e gli ambienti di alta quota sono l’habitat di molte specie animali tra cui il picchio muraiolo, la rondine montana, il gracchio alpino, il corvo imperiale e l'aquila reale, tutte specie che nidificano in ambiente rupestre.
A quote più basse sono presenti boschi di carpino nero e querce, rifugi del picchio verde, della ghiandaia e dell’upupa; foreste di faggi e abeti bianchi, luoghi preferiti del raro picchio nero e pini silvestri e austriaci presenti sui versanti più ripidi. Altri boschi sono quelli di abeti rossi, nascondigli del gallo cedrone, e di lariceti. La vegetazione comprende anche i prati montani, fondamentali per la presenza di specie come cervi e caprioli ed uccelli come il raro re di quaglie, ma anche per la flora composta da rarità come il giglio della Carniola o il giaggiolo del Monte Gengio. I pascoli d’alta quota, al di sopra del limite del bosco, sono invece caratteristici per la presenza di specie alpine come l'arnica, la nigritella e la genziana di Koch.
Le praterie e i pascoli alpini costituiscono l’ambiente ideale per la marmotta, l'ermellino e la lepre alpina, e per numerosissime specie di insetti che vivono grazie alla grande quantità di fiori. Queste zone sono anche luoghi di caccia del gheppio e dell’aquila reale, presente nel Parco con almeno cinque coppie.
Tra le specie introdotte c’è da segnalare il muflone, oggi oggetto di critiche a causa della sua sorprendente moltiplicazione.
Ultimamente si è assistito ad una piacevole ricomparsa dell’orso, di fatto sparito alla fine del secolo, e questo fa sperare in un ritorno stabile della specie.
Tra i luoghi più caratteristici del Parco vi sono l’area dei Piani eterni, una zona ricca di grotte, e la Busa delle Vette che offre un paesaggio caratterizzato dalla presenza di doline e inghiottitoi.

 

  • Da non perdere

 

- Una delle particolarità del Parco è la presenza di numerosi valli tutte molto interessanti dal punto di vista naturalistico, fra queste la Val Canzoi, che si distingue per la presenza di alcuni insediamento rurali (Montagne, Le Ave ecc.); la Val Imperina o Valle del Rame, in ricordo del passato minerario di questa zona; la Val del Mis con il lago, le cascate, le sorgenti carsiche e le marmitte. E ancora la Valle dell'Ardo, la Val Cordevole e la Val del Grisol, dove si trova un esteso bosco di abete bianco.

- La Certosa di Vedana è l'emergenza storico-architettonica di maggior rilievo del Parco, la sua costruzione iniziò nel 1456. A poca distanza dalla certosa si trova il Lago di Vedana e il borgo rurale di San Gottardo.

- Il Nucleo di Candaten. Il complesso, che in origine era adibito a ricovero per i viandanti.
é attualmente costituito da tre edifici disposti a corte e dalla chiesetta ottagonale dedicata a San Giacomo.

- Altopiano carsico Erera - Piani Eterni.  Formano un paesaggio estremamente suggestivo costituito da due ambienti principali: la conca di Erera, formata dalla confluenza di due conoidi torrentizi, e dai Piani Eterni, un vasto altopiano caratterizzato da estese superfici di calcari modellati dai fenomeni carsici che hanno formato crepacci, inghiottitoi e campi solcati, su tutto un’intricata vegetazione arbustiva.

- I Circhi delle Vette Feltrine. Modellati dai ghiacciai nel corso dell’ultima glaciazione, I Circhi delle vette sono delle alte conche nivali sospese di straordinaria bellezza.  

- Conca di Caiada. Racchiusa da una cerchia di monti (Cimon, Cime di Caiada e Cirvoi) vi convergono diversi corsi d'acqua.

  • Itinerari consigliati

 

Tra i numerosi itinerari curati dal Parco si segnalano:
- L'itinerario tematico delle Chiesette pedemontane. Lungo circa 100 km parte dal passo di Croce d'Aune (Pedavena-Sovramonte) passa accanto a numerose chiesette che si affacciano sulla Val Belluna e termina nei pressi di Polpèt (Ponte nelle Alpi).

- L'itinerario tematico La via degli Ospizi. Lungo 17 Km, parte dalla Certosa di Vedana e arriva in Valle Imperina, passando per il borgo di San Gottardo, gli ospizi di Candàten e di Agre.

  • Attenzione!


Le informazioni sull'accessibilità che trovi in queste pagine non sono il risultato di una rilevazione.
Per avere dettagli più aggiornati sullo stato di manutenzione e praticabilità delle strutture e dei sentieri segnalati ti consigliamo di contattare direttamente l'ente che gestisce l'area, utilizzando i contatti che trovi nella scheda del parco.