Parco Nazionale della Majella

Regione: Abruzzo
Province: Pescara, L’Aquila, Chieti
Istituzione: 1995
Estensione: 74.095 ha
Sede Legale: Via Occidentale, 6 – 66016 Guardiagrele (CH) – Tel. 0864/40851
Internet: www.parcomajella.it  E-mail: info@parcomajella.it

Il massiccio della Majella, definito dalle popolazioni del luogo la “Montagna Madre", forma insieme ai monti Morrone, Porrara e Pizzi l’omonimo Parco. La montagna è da sempre legata dalle genti del posto al concetto della magia e della maternità, probabilmente per la sua conformazione possente ma allo stesso tempo dolce e compatta. La vetta più alta del massiccio è il monte Amaro che con i suoi 2793 m. rappresenta la seconda vetta degli Appennini.  I rilievi sono caratterizzati da immense e selvagge valli, tra cui la Valle dell’Orfento, la Valle di Taranta, la Valle di Fara San Martino e la Valle dell’Orta. Il patrimonio di biodiversità si individua nelle numerose specie floristiche e faunistiche presenti nel territorio del Parco; infatti, sono presenti animali di notevole interesse come, il lupo, l’ormai sempre più raro orso bruno marsicano, cervi, caprioli, la lontra ed il camoscio d’Abruzzo, signore incontrastato delle vette e praterie d’alta quota. Gli ambienti forestali e i valloni calcarei tipici della Majella ospitano specie di uccelli come il falco pecchiaiolo, l’astore, l’aquila reale,  il gracchio corallino, il falco pellegrino e tante altre specie. Il bosco di faggio caratterizza il paesaggio naturale in modo dominante, trovando la sua massima espressione nel Bosco di S. Antonio a Pescocostanzo, dove faggi secolari fanno da padroni. Sulle vette e le praterie d’alta quota sono presenti numerose entità floristiche endemiche e relitti glaciali  di valore inestimabile come il Ranuncolo magellense, la Viola della Majella e la Genziana magellense. Si può inoltre osservare il pino mugo, arbusto caratterizzante le formazioni di mugheta più estesa dell’Appennino.  Interessanti le grotte del Parco tra cui la  grotta del Cavallone nella valle di Taranta Peligna, e la Grotta dei Piccioni nella Valle dell'Orta, rilevante sito archeologico risalente al Neolitico.

 

  • Da non perdere

 

Il Bosco secolare di Sant’Antonio a Pescocostanzo, la Valle dell’Orfento, le Gole dell’Orta, la faggeta di Lama Bianca in territorio di Sant’Eufemia, l’altopiano carsico di Quarto Santa Chiara. Fra i centri storici più ricchi di emergenze storico-culturali e religiose: Guardiagrele, Pacentro, Pescocostanzo e Sulmona.

 

  • Itinerari consigliati

 

Il Parco Nazionale della Majella è in grado di offrire percorsi di visita per tutte le esigenze dal visitatore più esperto, alle famiglie, agli anziani e ai bambini. Oltre alle suggestive mete di alta quota adatte agli escursionisti, fra tutte il Monte Amaro (2793 m) e Cima delle Murelle (2596 m) con l’omonimo anfiteatro morenico, esistono destinazioni idonee a tutti nelle zone più a valle: sul versante nord occidentale della Majella si possono effettuare interessanti “viaggi” fra natura, storia e cultura. Molto noti sono: la Valle Giumentina con il suo complesso di capanne in pietra a secco e i caratteristici muretti di terrazzamento, testimonianza di una storia secolare legata all’agricoltura di montagna ed alla pastorizia, nonché sito di importanti ritrovamenti del Paleolitico inferiore (manufatti in selce) osservabili presso la sezione archeologica del vicino Centro Visitatori “P. Barrasso”; l’Eremo di San Bartolomeo incastonato nella roccia e, non lontano, l’Eremo di Santo Spirito nel vallone omonimo, uno dei luoghi celestiniani più famosi e suggestivi. Tutto il territorio del Parco conserva ancora forte l’impronta di un passato legato alla religiosità: l’Abbazia di San Liberatore a Majella e l’Eremo di Sant’Onofrio a Serramonacesca, gli altri eremi celestiniani di San Giovanni all’Orfento e Sant’Onofrio al Morrone, Madonna dell’Altare a Palena. Passeggiando nelle faggete meglio conservate, come quelle di Lama Bianca e del Bosco di Sant’Antonio, si può sperare di incontrare animali come il capriolo, il cervo, il gatto selvatico, il lupo, l’astore o almeno osservarne i segni di presenza (impronte, resti di pasto, nidi, peli e piume). Questi boschi custodiscono ancora alcune specie floristiche rare, come il tasso, la peonia, il giglio rosso e il giglio martagone. Proprio a Lama Bianca sono poi presenti alcuni percorsi accessibili attrezzati, in un caso anche con pannelli braille. Se si vuole incontrare da vicino gli animali del Parco è però consigliabile recarsi presso le aree faunistiche del camoscio appenninico a Lama dei Peligni, del lupo a Pretoro, del cervo a Gamberale e della lontra a Caramanico Terme. Per saperne di più sull’orso bruno marsicano si può prevedere invece una visita a Palena, al museo interamente dedicato a questa specie. A chi è particolarmente attratto dalla botanica, il Parco offre la possibilità di visitare i suoi giardini botanici a Lama dei Peligni e a Sant’Eufemia. Le Gole dell’Orta nei pressi di Bolognano e il Geosito paleontologico di Capo di Fiume (Palena) regalano invece spaccati rocciosi naturali dai cui strati e fossili gli esperti e gli appassionati possono “leggere” la storia geologica del Parco.

 

  • Il turismo Sociale nel parco

 

Sentieri per tutti
Nel comune di Sant’Eufemia a Majella, nella Riserva Naturale di Lama Bianca ci sono sentieri percorribili dalle persone disabili (Lama Bianca – Fonte della Fratta; Grotta Zappano).
Sentiero Lama Bianca-Fonte della Fratta
Riserva Naturale di Lama Bianca nel Parco Nazionale della Majella - Comune di Sant'Eufemia a Maiella (PE)
La lunghezza totale del percorso è di 3 Km, ma è possibile anche percorrere separatamente il sentiero Lama Bianca (lungh.:800 mt, diff. Media, dur. 30 min.) da quello di Fonte della Fratta (lungh. 2.500 mt, difficoltà elevata, durata circa 1 ora).
Nel sentiero Lama Bianca le pendenze non superano il 7%, pertanto può essere percorso in ambedue i sensi. La variazione di quota è di 150 mt circa.
Presso la Fonte Lama Bianca (800 mt dalla partenza) c'è un'area pic-nic e servizi riservati esclusivamente ai disabili (le chiavi vanno ritirate presso il Centro di visita).
Materiali: staccionate in paleria di castagno; fondo del sentiero: graniglia di cava (calcare bianco) mista a graniglia a base leggermente bituminosa; segnaletica per non vedenti: pannelli in braille su lamina di alluminio.
 
Sentiero Grotta Zappano
Riserva Naturale di Lama Bianca nel Parco Nazionale della Majella; Comune di Sant'Eufemia a Maiella (PE)
La lunghezza del percorso è di 800 mt circa; difficoltà: facile; variazione di quota: irrilevante; tempo medio di percorrenza: 30 minuti A/R. Tipo di percorso: lineare
Da un punto di vista naturalistico la zona ospita la fauna più esclusiva dell'Appennino centrale con specie quali l'Orso marsicano, il Lupo appenninico ed il Gatto selvatico.
Materiali: staccionate in paleria di castagno; fondo del sentiero: graniglia di cava (calcare bianco) mista a graniglia a base leggermente bituminosa; segnaletica per non vedenti: pannelli in braille su lamina di alluminio.

Strutture per tutti
Museo naturalistico-archeologico P. Barrasso di Caramanico Terme
La sezione archeologica del museo è fruibile ai non vedenti e ai disabili
Info: tel. 085 922343      e-mail: majambiente@tin.it

Museo Naturalistico-archeologico M. Locati di Lama dei Peligni
Info:  tel. 0872 916010 e-mail: info@parcomajella.it


  • Attenzione!


Le informazioni sull'accessibilità che trovi in queste pagine non sono il risultato di una rilevazione.
Per avere dettagli più aggiornati sullo stato di manutenzione e praticabilità delle strutture e dei sentieri segnalati ti consigliamo di contattare direttamente l'ente che gestisce l'area, utilizzando i contatti che trovi nella scheda del parco.