Parco Nazionale dello Stelvio

Regioni: Lombardia, Trentino Alto Adige
Province: Brescia, Sondrio, Bolzano e Trento
Istituzione: 1935
Superficie: 134.620 ha
Sede: Via Roma, 26 - 23032 Bormio (SO) tel: 0342/910100 fax: 0342/919063
Internet: www.stelviopark.it  E-mail: info@stelviopark.it

Il Parco è uno dei più estesi ed antichi d’Italia, si trova nel cuore delle Alpi centrali e comprende il massiccio montuoso dell'Ortles - Cevedale e le sue vallate laterali.
L’ambiente è prevalentemente alpino, dal momento che il territorio è costituito in maggioranza da vette che superano i 2000 m; quella più alta è l'Ortles (3905 m).
Dalle montagne del Parco scendono numerose valli, modellate dai ghiacciai e dai torrenti, ognuna con caratteristiche diverse. Tra le più importanti la Val Venosta con i suoi centri medievali, la Val Zebrù popolata di ungulati, la Valle di Trafoi dove sono presenti le più alte cime dello Stelvio, la Valle del Gavia, selvaggia e affascinante, la Valfurva ricoperta di foreste di conifere, le Valli di Pejo, Rabbi e la Val d’Ultimo, verdissime e ricche di laghi e la lunghissima Val Martello.
L’area centrale del Parco è dominata da numerosi ghiacciai, estremamente importanti perché rappresentano una riserva d’acqua preziosissima che alimenta torrenti, sorgenti, laghetti e cascate. In particolare in Val Venosta, dove le precipitazioni sono scarse, le acque di scioglimento sono indispensabili per l’irrigazione dei campi. Il ghiacciaio più importante del Parco e il secondo in Italia per grandezza è quello di Forni che si estende per una superficie di oltre 13 km.
La vegetazione dello Stelvio è molto varia grazie alla notevole estensione e alle diverse escursioni altimetriche. Alle quote più alte i fiori sono radi, a parte il ranuncolo dei ghiacciai che resiste anche a 3500 m. Sulle praterie d’alta quota, invece, si possono ammirare stelle alpine, genziane, gigli martagone e rossi, e specie rare come la scarpetta della Madonna. Sotto i 2000 m si estendono i boschi di conifere, prevalentemente di larici e abeti rossi, ma sono presenti anche abeti bianchi, pini mughi e cembri. Le zone umide più a valle sono ricoperte da ontani e betulle. Queste foreste sono gli habitat ideali per molti animali, tra cui scoiattoli, picchi, sparvieri e galli cedroni.
Non mancano i grandi ungulati come il cervo, il camoscio, il capriolo e lo stambecco e i mammiferi come l’ermellino, la lepre e la marmotta.
Ma la specie regina è l’aquila reale, divenuta il simbolo del Parco. Il rapace non deve essere confuso con il gipeto, detto anche avvoltoio degli agnelli. Quest’uccello, con i suoi tre metri di apertura alare, è presente nel Parco grazie ad un processo di reintroduzione internazionale.
Nei laghetti e nelle zone lacustri sono presenti la trota fario e il salmerino.
Elemento caratteristico del Parco è la presenza di centri abitati in completo equilibrio con l’ambiente; distribuiti a valle e sui versanti delle montagne costituiscono testimonianze di architettura rurale e sacra.

 

  • Da non perdere

 

- Bormio. Sede del Parco Nazionale. Nel borgo medievale si trovano la Torre Civica, che conserva una meridiana e un affresco raffigurante l'antico stemma del comune di Bormio, e la chiesa del S. Crocifisso, dove si trova un Crocifisso ritenuto miracoloso. A Bormio si trova anche il Giardino Botanico Alpino "Rezia" con circa 2500 specie vegetali.

Le valli del parco. Ogni valle ha aspetti naturalistici e paesaggistici diversi e tutte meritano di essere visitate. Tra le più importanti:

- La Val di Sole, attorniata da diversi gruppi montuosi è situata lungo il cammino del torrente Noce, dal quale si innestano diversi corsi d'acqua che scorrono lungo le valli laterali, tra cui la Val di Rabbi.

- La Valtellina. E’ attraversata dal Fiume Adda e lungo i suoi oltre 100 km di lunghezza si sviluppano importanti centri come Sondrio, Livigno e Bormio, queste ultime importanti mete turistiche. In questa valle si trovano anche diverse sorgenti termali calde, una ai Bagni di Masino e una con sette sorgenti ai Bagni di Bormio.

- La Valchiavenna. E’ attraversata dai Fiumi Mera e Liro e si divide in tre parti la Valchiavenna vera e propria, la Valle Spluga a occidente (o Val San Giacomo) e a oriente la Val Bregaglia. Presenti numerosi laghi artificiali, creati per scopi idroelettrici.

La Valcamonica. La presenza dell’uomo in Valcamonica è antichissima e ha lasciato 
una straordinaria testimonianza rappresentata dalle incisioni rupestri dei Camuni, popolo vissuto dall’Età del Ferro fino ai tempi romani.

- La Val Venosta. Va dal Passo Resia fino a Merano ed è caratterizzata da un paesaggio altamente suggestivo in cui si mescolano e si armonizzano natura e piccoli centri, alcuni di origini medievali come la cittadina di Glorenza.

E poi la Val Martello, la cui testata è dominata dalla cima del Cevedale, la Valle di Trafoi, sovrastata dall'Ortles e da altre cime ricoperte di ghiaccio. La Val d'Ultimo, ricca di acque e laghi, la Valfurva ricoperta di foreste di conifere, la val Zebrù popolata da ungulati e molte altre ancora.

  • Attenzione!


Le informazioni sull'accessibilità che trovi in queste pagine non sono il risultato di una rilevazione.
Per avere dettagli più aggiornati sullo stato di manutenzione e praticabilità delle strutture e dei sentieri segnalati ti consigliamo di contattare direttamente l'ente che gestisce l'area, utilizzando i contatti che trovi nella scheda del parco.